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Grafici all'opera

Creatività e accuratezza dietro ciascun gobo

Cosa c’è dietro un gobo o un effetto dinamico? Uno dei punti forti di Goboservice è il pool di grafici che si occupa di trasformare ogni singola idea in un progetto luminoso. In un settore operativo ad elevato contenuto tecnologico e standardizzato quale quello della rielaborazione delle immagini, la componente umana è il vero fattore di differenza.

La lunga esperienza maturata nel tempo, l’intuizione soggettiva, la valutazione critica delle soluzioni, l’attenzione ai dettagli, sono gli “strumenti del mestiere” che aiutano i singoli operatori ad arrivare ai risultati finali attesi dai clienti. Valori sottoposti ad un rigoroso controllo di qualità che fa apprezzare il marchio Goboservice sia nel mercato nazionale che all’estero. 
Cristina Delmare

Cristina Delmare è la veterana del gruppo di cinque creativi chiamati a rielaborare una media di seicento gobos personalizzati al mese con priorità diverse a seconda dell’urgenza, dei mercati di destinazione, della complessità dell’immagine da generare e del contesto in cui deve essere effettuata la proiezione architetturale. Un conto è un logo in bianco e nero in un centro commerciale, altro è la riproduzione di un’immagine in full color per una composizione artistica.

“A noi - spiega Cristina - arrivano i files ad alta risoluzione e ai colori delle immagini riportate ci dobbiamo attenere. C’è un’attività di specializzazione rispetto alla lavorazione dell’immagine, un’attività diversa da quella dei grafici standard. Noi partiamo da dati numerici e dalle misure vincolanti dei proiettori per la realizzazione del gobo finale. Illustrator e Photoshop sono le nostre guide”.

 


Simona RoscitanoDa una parte c’è l’idea del cliente, dall’altra c’è la composizione di filtri, la lunghezza d’onda delle lastre, la dimensione dei gobos e la tipologia di teste mobili su cui andranno montati. Simona Roscitano mentre è intenta a misurarsi con un antico dipinto da riprodurre all’interno di una chiesa francese tramite due proiettori diversi evidenzia: “La corretta gestione delle temperature di colore delle lampade montate su due tipologie di proiettori differenti, utilizzati nello stesso contesto, è un elemento estremamente determinate per la buona riuscita della proiezione”.

 

 Se non se ne tiene il giusto conto si rischia che le due parti dell’immagine vengano percepite con tonalità diverse. Occorre un lavoro certosino di bilanciamento dei colori primari per far sì che le due parti del dipinto risultino uguali pur se proiettate da diverse fonti luminose.

La percezione finale dell’immagine è alla fine il risultato di un lavoro complesso di sintesi specie in presenza di sfumature o
Demetrio Megalizzi di composizioni articolate in cui i singoli proiettori devono concorrere a comporre un’immagine unica e molto ampia come spiega Demetrio Megalizzi: “in questo caso occorre un lavoro ulteriore di collimazione come se andassimo a comporre un grande mosaico luminoso”.

 

 

 

 

 

Paola PrincipatoFattori di distorsione, punti di proiezione, superfici non omogenee, diventano altrettanti vincoli di cui tener conto per la rielaborazione del gobo. Ogni realizzazione diventa un patrimonio comune all’interno dell’azienda. Spiega Paola Principato: “Il nostro è un lavoro empirico che sta diventando scientifico grazie al confronto continuo interno al gruppo”.

 

 

 

 

 Ma c’è spazio anche per la creatività pura. Lorenza Ravasio con una vera e propria passione per il disegno artistico oltre a 

Lorenza Ravasiorealizzare i gobos personalizzati richiesti dai clienti, si occupa di aggiornare l’offerta standard di immagini e di effetti dinamici. “Cerco di interpretare le tendenze generali di specifici tematismi come il Natale, San Valentino, la Pasqua o altre specifiche festività e di riprodurli in modo originale in modo che l’effetto finale risulti il più coinvolgente possibile”. 

 

Anche questo è made in Italy!